la sfiga è sfiga...
ieri è stata data la dimostrazione, ammesso che fosse proprio necessaria, che la sfiga è sfiga e per quanto la si possa tirare difficilmente arriva a destinazione. la base di duevirgolasei, come gran parte del mondo civilizzato, era diventata una cellula lanciasfiga contro l'attuale inquilino della casa bianca, c'abbiamo provato, ognuno per una ragione diversa, il canide in quanto è convinto di essere la reincarnazione di un famoso ammiraglio britannico, la giovine donna perchè bisogna cacciare quel delinquente dalla casa bianca, il giovine uomo perchè bisogna cacciare quel @#[]#%#@@#@ dal trono d'america, insomma ognuno per la sua strada per mesi ha gufato contribuendo alla più poderosa macumba che sia mai stata fatta ai danni di un uomo politico dopo hitler. il risultato era ieri sera CET sotto gli occhi di tutti, mentre i telegiornali si divertivano a raccontare l'umiliazione dello sfidante costretto ad ammetere la sconfitta, il canide scuoteva la testa brontolando contro i coloni imbecilli, la giovine donna si rifiutava di crederci e si presentava a casa con una copia del dvd del film di michael more, l'unico che alla fine sosteneva che comunque la vita continua era il giovine uomo che si dedicava, incazzato come una biscia, alla preparazione della pappa di zucca, piatto a base di zucca molto buono e nutriente.
l'ora del desinare era dunque giunta, il canide seduto in terra, il film, quello di more che iniziava, il desco imbandito, la famiglia riunita finalmente dopo una giornata di duro lavoro.
un rumore svegliò le duevirgolaseizampedimedia presenti in tutta la casa, un rumore simile a TOC ...o forse più propriamente SCTOC... no... insomma era il classico rumore che fa un oggetto piccolo che cozza contro una superficie legnosa a velocità sostenuta. il trio alzò lo sguardo attonito, cos'è? cosa non è? vai a vedere, no vacci te, no vai te ho visto una cosa piccola e nera che sbatteva li, non mi ci avvicino neanche se mi ci lanci, il canide dall'alto della sua aristocratica e militare educazione osservava il dialogo in spocchioso silenzio, alla fine il giovane uomo fece il suo dovere e si avcinò al punto del salotto dove l'oggetto nero e piccolo che era uscito dalla tenda si era schiantato secondo l'unico avvistamento.
il sorriso che lento si formava sulle sue labbra fu gelato, ibernato dal familiare e temuto rumore del motore del rotore di un elicottero apache che si alza in aria e nel giro di pochi istanti ebbe luogo l'apparizione: un vespone grande quanto un dito indice che aveva puntato la sua preda.
la reazione fu immediata e fulminea, la donna si nascose al piano di sopra, l'uomo corse fuori di casa in giardino, il cane gioiva visto che finalmente si giocava a rincorrersi all'ora di cena. il salotto era vuoto. il silenzio regnava, la bestia era padrona dello spazio delimitato dalle quattro mura e roteava felice della sua conquista. l'invasione aveva riscosso il suo dovuto successo. fino a quando l'uomo si ricordò di essere uomo e messo da parte lo sconforto con tono imperioso impartiva ordini: tu, cane, stai qui, te donna, te sei dentro, vai in cucina e prendi l'insetticida, intanto io faccio un'azione diversiva con fuoco di copertura per attrarre su di me l'attenzione del nemico, il cane approvava quasi memore dei suoi trascorsi, fu aperto il fuoco di copertura la donna senza fiatare corse in cucina, prese l'insetticida, lo lanciò all'uomo e tornò a rifugiarsi al piano di sopra.
silenzio.
e' ora, disse l'uomo, è ora... la bestia coplita dal fuoco di copertura si era andata a rifugiare in un anfratto che da quel momento prese il nome di punto di fuoco 00424 che in parole povere altro non era che il lampadario, si poteva vedere il vespone muoversi disperato tra i lembi del lampadario senza più riuscire a trovare una via d'uscita, il cane iniziò ad ululare, la donna scese lenta le scale, l'uomo era in collegamento con i suoi cecchini armati di insetticida per mosche e zanzare (che tanto funzionano tutti gli insetticidi con tutte le bestie del creato), il cane smise di ululare, la donna si fermò nuovamente e nella stanza piombò ancora una volta il
silenzio.
la donna fece un balzo e prese i piatti dal desco, poi le cibarie, i cecchini tenevano sotto controllo il bestione disorientato dalle pieghe della stoffa del lampadario, sparirono anche i bicchieri e le stoviglie a quel punto iniziò la battaglia chimica, il lampadario fu inondato da ettolitri di insetticida, ancora si odono le mosche strillare e piangere, ma il bestione non sembrava reagire, ancora insetticida ad altezza lampadario, l'uomo infatti si era issato su una sedia, sprezzante del pericolo, e lanciava insetticida a pochi centimetri dal bestione, il cane preparava la medaglia da appuntare sul petto del suo giovine amico, la donna guardava il suo uomo estasiato, la scena era carica di tensione i motori dell'elicottero iniziavano a perdere qualche colpo, si udiva il rotore incepparsi, poi un'ultimo sforzo e l'apache, liberatosi dalle grinfie del lampadario, precipitò in terra un momento dopo che l'uomo era sceso dalla sedia, al rumore del bestione sul pavimento nella stanza di nuovo scese una coltre di
silenzio.
un guaito di comando dell'ammiraglio e l'uomo giustiziò il bestio sotto il peso della sua scarpa.
scopa
paletta
raccolta la bestia per non lasciarne le spoglie tra le fauci dell'ammiraglio questa fu fiondata al di la della rete del giardino, i tre si guardarono mentre si alzava un liberatorio
silenzio.
apri tutto
non sopporto questo puzzo assurdo
andiamo a cena fuori
nono io non ceno fuori avevo deciso di vedere farenait e mi vedo farenait fosse l'ultima cosa che faccio
ma ti dico che...
...te non dici proprio niente
l'aria si era intanto ripulita, chiuse alcune finestre la tavola fu imbandita di nuovo ed in un gigantesco undo (without the beast) tutto era tornato esattamente come prima.
l'ammiraglio, una volta finito il film si alzò e con voce chiara disse: per la disciplina e l'abnegazione dimostrata nella sconfitta dfel comune nemico meritereste entrambi un premio per il valore, ma lei è solo una donna, peraltro giovine, e non posso premiarla, do quindi questa medaglia al giovnie bipede e faccio un encomio alla giovine donna.
dietrofront
unò duè unò duè unò duè plotone aaalt!
sdraiat tappet!
bonnuit!
la sfiga è sfiga, te la possono tirare in miliardi e riesci a diventare presidente degli stati uniti e poi mentre ti stai mettendo a tavola in una calda serata autunnale un vespone della dimensione di un dito indice ti entra in casa da non si sa dove rovinandoti la cena... ieri duevirgolasei ha dimostrato questa teoria.
l'ora del desinare era dunque giunta, il canide seduto in terra, il film, quello di more che iniziava, il desco imbandito, la famiglia riunita finalmente dopo una giornata di duro lavoro.
un rumore svegliò le duevirgolaseizampedimedia presenti in tutta la casa, un rumore simile a TOC ...o forse più propriamente SCTOC... no... insomma era il classico rumore che fa un oggetto piccolo che cozza contro una superficie legnosa a velocità sostenuta. il trio alzò lo sguardo attonito, cos'è? cosa non è? vai a vedere, no vacci te, no vai te ho visto una cosa piccola e nera che sbatteva li, non mi ci avvicino neanche se mi ci lanci, il canide dall'alto della sua aristocratica e militare educazione osservava il dialogo in spocchioso silenzio, alla fine il giovane uomo fece il suo dovere e si avcinò al punto del salotto dove l'oggetto nero e piccolo che era uscito dalla tenda si era schiantato secondo l'unico avvistamento.
il sorriso che lento si formava sulle sue labbra fu gelato, ibernato dal familiare e temuto rumore del motore del rotore di un elicottero apache che si alza in aria e nel giro di pochi istanti ebbe luogo l'apparizione: un vespone grande quanto un dito indice che aveva puntato la sua preda.
la reazione fu immediata e fulminea, la donna si nascose al piano di sopra, l'uomo corse fuori di casa in giardino, il cane gioiva visto che finalmente si giocava a rincorrersi all'ora di cena. il salotto era vuoto. il silenzio regnava, la bestia era padrona dello spazio delimitato dalle quattro mura e roteava felice della sua conquista. l'invasione aveva riscosso il suo dovuto successo. fino a quando l'uomo si ricordò di essere uomo e messo da parte lo sconforto con tono imperioso impartiva ordini: tu, cane, stai qui, te donna, te sei dentro, vai in cucina e prendi l'insetticida, intanto io faccio un'azione diversiva con fuoco di copertura per attrarre su di me l'attenzione del nemico, il cane approvava quasi memore dei suoi trascorsi, fu aperto il fuoco di copertura la donna senza fiatare corse in cucina, prese l'insetticida, lo lanciò all'uomo e tornò a rifugiarsi al piano di sopra.
silenzio.
e' ora, disse l'uomo, è ora... la bestia coplita dal fuoco di copertura si era andata a rifugiare in un anfratto che da quel momento prese il nome di punto di fuoco 00424 che in parole povere altro non era che il lampadario, si poteva vedere il vespone muoversi disperato tra i lembi del lampadario senza più riuscire a trovare una via d'uscita, il cane iniziò ad ululare, la donna scese lenta le scale, l'uomo era in collegamento con i suoi cecchini armati di insetticida per mosche e zanzare (che tanto funzionano tutti gli insetticidi con tutte le bestie del creato), il cane smise di ululare, la donna si fermò nuovamente e nella stanza piombò ancora una volta il
silenzio.
la donna fece un balzo e prese i piatti dal desco, poi le cibarie, i cecchini tenevano sotto controllo il bestione disorientato dalle pieghe della stoffa del lampadario, sparirono anche i bicchieri e le stoviglie a quel punto iniziò la battaglia chimica, il lampadario fu inondato da ettolitri di insetticida, ancora si odono le mosche strillare e piangere, ma il bestione non sembrava reagire, ancora insetticida ad altezza lampadario, l'uomo infatti si era issato su una sedia, sprezzante del pericolo, e lanciava insetticida a pochi centimetri dal bestione, il cane preparava la medaglia da appuntare sul petto del suo giovine amico, la donna guardava il suo uomo estasiato, la scena era carica di tensione i motori dell'elicottero iniziavano a perdere qualche colpo, si udiva il rotore incepparsi, poi un'ultimo sforzo e l'apache, liberatosi dalle grinfie del lampadario, precipitò in terra un momento dopo che l'uomo era sceso dalla sedia, al rumore del bestione sul pavimento nella stanza di nuovo scese una coltre di
silenzio.
un guaito di comando dell'ammiraglio e l'uomo giustiziò il bestio sotto il peso della sua scarpa.
scopa
paletta
raccolta la bestia per non lasciarne le spoglie tra le fauci dell'ammiraglio questa fu fiondata al di la della rete del giardino, i tre si guardarono mentre si alzava un liberatorio
silenzio.
apri tutto
non sopporto questo puzzo assurdo
andiamo a cena fuori
nono io non ceno fuori avevo deciso di vedere farenait e mi vedo farenait fosse l'ultima cosa che faccio
ma ti dico che...
...te non dici proprio niente
l'aria si era intanto ripulita, chiuse alcune finestre la tavola fu imbandita di nuovo ed in un gigantesco undo (without the beast) tutto era tornato esattamente come prima.
l'ammiraglio, una volta finito il film si alzò e con voce chiara disse: per la disciplina e l'abnegazione dimostrata nella sconfitta dfel comune nemico meritereste entrambi un premio per il valore, ma lei è solo una donna, peraltro giovine, e non posso premiarla, do quindi questa medaglia al giovnie bipede e faccio un encomio alla giovine donna.
dietrofront
unò duè unò duè unò duè plotone aaalt!
sdraiat tappet!
bonnuit!
la sfiga è sfiga, te la possono tirare in miliardi e riesci a diventare presidente degli stati uniti e poi mentre ti stai mettendo a tavola in una calda serata autunnale un vespone della dimensione di un dito indice ti entra in casa da non si sa dove rovinandoti la cena... ieri duevirgolasei ha dimostrato questa teoria.

1 Comments:
semplicemente geniale..
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